Molti dei pazienti che devono sottoporsi a impianto di protesi al ginocchio sono affetti da obesità, uno dei principali problemi di salute pubblica a livello globale.
Si definisce obesità un indice di massa corporea (BMI – body mass index) pari o superiore a 30 kg/m2, mentre si parla di sovrappeso con un BMI compreso tra 25 e 29,9.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è una malattia cronica complessa e multifattoriale che ha ripercussioni importanti sullo stato di salute e la qualità di vita. Nei pazienti candidati all’impianto protesi del ginocchio è sempre più frequente, ponendo un problema pratico crescente: da un lato, i pazienti con obesità hanno bisogno dell’intervento a causa della maggiore incidenza e severità dell’osteoartrosi, dall’altro presentano un aumentato rischio chirurgico e anestesiologico.
“Devo allora aspettare di dimagrire prima di operarmi?” “E se non riuscirò a dimagrire?”
Queste sono domande legittime in vista dell’intervento, soprattutto perché l’obesità viene spesso ancora stigmatizzata e non trattata come una malattia, ma come una colpa individuale.
In questo articolo esploreremo quali sono le difficoltà chirurgiche legate all’obesità e come affrontare il calo di peso prima dell’intervento.

Obesità e artrosi di ginocchio
Tra le condizioni maggiormente associate all’obesità c’è l’osteoartrosi di ginocchio, cioè la degenerazione della cartilagine articolare che provoca dolore cronico e limita le attività quotidiane.
Il legame tra obesità e osteoartrosi del ginocchio è ben documentato: i pazienti con obesità hanno un rischio circa triplo di sviluppare la malattia, rischio che cresce progressivamente con l’aumento del peso corporeo. Per molto tempo si è pensato che questo legame fosse esclusivamente meccanico: un peso maggiore comporta un carico maggiore sull’articolazione. Spiegazione certamente valida, ma non sufficiente. Negli ultimi anni è infatti emersa l’ipotesi metabolica, secondo cui l’obesità è uno stato di infiammazione cronica e sistemica di basso grado che contribuirebbe al mantenimento dell’infiammazione anche articolare.
Si viene così a creare un circolo vizioso in cui il dolore limita le attività, rendendo difficile la perdita di peso tramite l’attività fisica, mentre l’eccesso ponderale continua ad alimentare e peggiorare la patologia.
Al contrario, la perdita di peso migliora significativamente i sintomi, anche se non modifica in modo evidente le alterazioni strutturali già instaurate. Inoltre il dolore è un’esperienza soggettiva complessa e non sempre direttamente proporzionale al danno anatomico.

Obesità e protesi ginocchio: le sfide chirurgiche
Negli ultimi anni il ricorso all’impianto di protesi di ginocchio è aumentato notevolmente, soprattutto nei pazienti con obesità. Dal punto di vista chirurgico, tuttavia, l’obesità rappresenta una sfida, rendendo gli interventi tecnicamente più complessi e con un potenziale aumento dei rischi. Inoltre, può aumentare il rischio di complicanze postoperatorie, come le infezioni della ferita e le complicanze tromboemboliche.
Questi dati però non raccontano tutta la storia. Se ci si concentra esclusivamente sulle difficoltà, si rischia di perdere di vista un elemento fondamentale: i pazienti con obesità partono generalmente da una condizione funzionale peggiore e con maggiore dolore, di conseguenza il guadagno clinico dopo l’intervento può essere molto rilevante e la soddisfazione maggiore.
Questo introduce una questione cruciale: valutare l’opportunità di un intervento solo sulla base del rischio, che seppur aumentato rimane comunque marginale, può portare a decisioni distorte.

I risultati della chirurgia nei pazienti con obesità
I pazienti con obesità traggono un importante beneficio dall’impianto protesi ginocchio e dalla successiva riabilitazione, riportando un miglioramento significativo del dolore e della funzionalità. Tuttavia, nel lungo periodo i dati suggeriscono un aumento del rischio di interventi di revisione a causa dell’usura delle componenti dell’impianto e di mobilizzazione asettica.
All’interno della popolazione con obesità esiste poi un sottogruppo più critico, i pazienti con obesità di II classe (BMI >35–40): in questi casi le difficoltà chirurgiche possono essere maggiori, il recupero postoperatorio è più lento e le complicanze leggermente più frequenti.
Considerando che l’obesità è una condizione complessa influenzata da fattori biologici, psicologici e sociali, l’approccio migliore è quello individualizzato, che tiene conto del bilancio tra rischi e benefici per il singolo paziente. In questo contesto, è fondamentale fornire al paziente un’informazione chiara e trasparente riguardo sia i potenziali rischi, sia i benefici dell’intervento.

Cosa fare prima dell’intervento
Un elemento chiave nel percorso di protesi di ginocchio nei pazienti con obesità è l’ottimizzazione preoperatoria. La perdita di peso controllata prima dell’intervento è raccomandata, soprattutto nei pazienti con obesità severa, perché può ridurre il rischio di complicanze e migliorare i risultati a lungo termine.
Il problema è che perdere peso non è semplice, soprattutto in presenza di dolore articolare severo che limita l’attività fisica. Rinviare l’intervento in attesa di un dimagrimento, d’altra parte, può tradursi in un prolungamento della sofferenza e in un peggioramento della qualità di vita, senza la garanzia che il paziente riesca a raggiungere l’obiettivo.
Le modalità e i trattamenti per la perdita di peso non dovrebbero essere lasciati alla gestione individuale. L’obesità è una malattia cronica multifattoriale e non è sufficiente “voler dimagrire” (anche se questa consapevolezza è necessaria). Colpevolizzarsi non è funzionale alla perdita di peso.
Certamente la decisione di migliorare il proprio stato di salute parte dal singolo, ma è necessario evitare diete fai da te e iniziare un percorso multidisciplinare (dietologo, endocrinologo, nutrizionista, fisioterapista, personal trainer) per perdere peso in modo sano, controllato ed equilibrato evitando carenze nutrizionali o il cosiddetto effetto “yo-yo“.
Il percorso deve essere personalizzato sulle esigenze individuali e sulle condizioni cliniche.
La chirurgia bariatrica o i nuovi farmaci per la perdita del peso possono rappresentare una strategia nei pazienti con obesità grave.

Conclusione
L’obesità e l’artrosi del ginocchio sono due condizioni strettamente correlate, che si possono potenziare a vicenda. L’impianto protesi di ginocchio parziale e totale rappresentano strategie di trattamento efficaci, ma possono essere associate a maggiori difficoltà chirurgiche e complicanze (infezioni, malattia tromboembolica, usura e mobilizzazione asettica).
L’obesità rappresenta un fattore di rischio, ma non deve essere considerata una controindicazione.
Per questo motivo è fondamentale che le decisioni cliniche siano guidate da una valutazione complessiva ed individuale del paziente e che il paziente sia consapevole dei rischi e dei benefici.
L’ottimizzazione preoperatoria, inclusa la perdita di peso, fortemente raccomandata, così come il controllo di alcuni parametri metabolici importanti come la glicemia, o di malattie concomitanti, dovrebbero essere inseriti in un percorso multidisciplinare personalizzato in base alle esigenze di ogni paziente.


