Viaggiare dopo una protesi ortopedica: rischi e precauzioni per i voli in aereo

Indice

Chi ha sofferto per un lungo periodo di dolori articolari invalidanti al ginocchio o all’anca sa quanto l’intervento chirurgico di artroprotesi possa migliorare la qualità della vita, permettendo di tornare a svolgere le normali attività quotidiane. 

Ecco che allora possono sorgere domande sulla possibilità di viaggiare in aereo in sicurezza nel periodo successivo all’intervento.

“Posso viaggiare in aereo dopo aver fatto l’intervento di artroprotesi di ginocchio o anca? Quando posso farlo in sicurezza e a cosa devo prestare attenzione?”

In questo articolo analizzeremo i principali fattori legati alla chirurgia che possono influire sui viaggi ad alta quota e quali accorgimenti adottare per muoversi in sicurezza, sottolineando sin da subito che la scelta migliore è confrontarsi con il proprio chirurgo, per decidere con prudenza e cautela quando riprendere a volare e con quali precauzioni.

Protesi e immobilizzazione prolungata: i rischi

Dopo l’intervento di protesi di ginocchio o anca, può capitare di decidere di intraprendere un viaggio in aereo, organizzato da tempo o che si è reso necessario all’improvviso.

Prendere questa decisione può essere difficoltoso. E’ importante considerare le possibili complicanze post-operatorie e le conseguenze associate alla chirurgia.

Quanto tempo aspettare prima di volare con una protesi?

L’intervento di artroprotesi al ginocchio o all’anca rappresenta infatti un fattore di rischio per la malattia tromboembolica (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare), indipendentemente dal fatto che si viaggi in aereo.

Le problematiche tromboemboliche sono causate dalla formazione di coaguli (trombi) nella circolazione venosa delle gambe e sono una delle complicanze possibili dopo un intervento chirurgico di protesi. La fisiologica riduzione della mobilità, l’edema e l’infiammazione in fase post-operatoria produce un rallentamento del circolo venoso (stasi venosa) favorendo la formazione dei trombi. In questo caso si parla di trombosi venosa profonda, che ostacola la normale circolazione; se il coagulo migra dalle gambe ai polmoni può dare origine a un’embolia polmonare.

È per questa ragione che nel periodo post-operatorio sono fondamentali una mobilizzazione precoce, una terapia anticoagulante (in genere con eparina a basso peso molecolare) e spesso l’associazione di calze elastiche antitrombo.

Il rischio durante i voli di lunga durata

Nei viaggi in aereo – soprattutto quelli di lunga durata (superiori a 4 ore) – ci si muove meno. Gli spazi ristretti e le difficoltà a “sgranchirsi le gambe” provocano inevitabilmente una riduzione della mobilità, a prescindere dall’essere stati sottoposti a un impianto di protesi.

A questo spesso si aggiunge una minore idratazione: può capitare di bere di meno per comodità, ma questo può contribuire ad aumentare la densità sanguigna.

La ridotta mobilità e la scarsa idratazione sono entrambi fattori che possono aumentare la stasi venosa e la coagulabilità del sangue, contribuendo ad aumentare il rischio di malattia tromboembolica. La presenza di condizioni favorenti o comorbidità, quali obesità o fumo, in associazione all’alta quota aumenta ulteriormente il rischio.

Perché i voli lunghi aumentano il rischio di trombosi?

Posso volare dopo una protesi? Quanto è meglio aspettare?

Dopo un intervento di artroprotesi di ginocchio o anca è possibile viaggiare in aereo, ma tempi e modalità vanno decisi con prudenza caso per caso insieme al chirurgo, in base alla storia personale del paziente, all’andamento della riabilitazione, alla presenza di ulteriori fattori predisponenti la malattia tromboembolica e alla durata del volo.

Non esistono linee guida standardizzate e definitive ma è necessario conoscere i rischi e mantenere un atteggiamento di prudenza, pianificando con il proprio chirurgo quando tornare a viaggiare e con quali precauzioni, a maggior ragione se l’intervento è recente o se sono presenti fattori predisponenti.

I metal detector in aeroporto rilevano le protesi ortopediche?

Viaggiare in aereo dopo la protesi: quali precauzioni?

Viaggiare con protesi ortopedica, nel periodo immediatamente post-operatorio, è sicuro a patto di aver concordato con il chirurgo le tempistiche e le giuste precauzioni.

Per i motivi spiegati in precedenza, è fondamentale riuscire a muoversi e fare delle pause dalla posizione seduta per attivare la circolazione venosa delle gambe.

A questo proposito sarebbe preferibile scegliere i posti vicino alle uscite di emergenza, di solito più spaziosi e con la possibilità di muovere le gambe, e vicini al corridoio.

Le pause dalla posizione seduta sono fondamentali per attivare i muscoli dei polpacci e favorire il ritorno del sangue venoso, contrastando la stasi.

Altra importante accortezza è bere molta acqua, evitando le bevande che favoriscono la disidratazione come l’alcol.

Infine si raccomanda l’uso di calze compressive che favoriscono il ritorno venoso e una terapia anticoagulante con eparina a basso peso molecolare sottocute.

Evitare se possibile viaggi di una durata superiore alle 4 ore, in quanto aumentano significativamente il rischio tromboembolico.

Conclusioni

Dopo l’impianto di una protesi di ginocchio o di anca alcuni pazienti hanno la necessità di viaggiare in aereo per un imprevisto o per tornare semplicemente al proprio domicilio dopo l’intervento. Le domande e i dubbi sulla sicurezza sono legittimi, affrontarli con il chirurgo e il medico curante è un tassello fondamentale per riprendere una vita appagante dopo l’intervento.

La consapevolezza dei rischi e delle misure per prevenirli permettono di affrontare il viaggio con maggiore sicurezza e serenità.

L’atteggiamento più prudente è quello di consultare sempre il proprio specialista prima di pianificare qualsiasi viaggio aereo dopo l’intervento.

Ho aperto un canale Telegram

Ricevo spesso domande su anca, ginocchio, protesi e terapie conservative che non sempre riescono a trovare spazio in ambulatorio.

Per questo ho creato un canale Telegram dove condivido contenuti in modo più diretto e continuativo: gli stessi temi che tratto sui social, ma senza i limiti delle piattaforme, così puoi seguirli meglio, senza perderti aggiornamenti e con qualche approfondimento in più.

Se ti fa piacere, puoi iscriverti qui: