Protesi d’anca e obesità

Indice

L’artrosi dell’anca è una delle patologie che più limita la libertà di movimento. Quando a questa condizione si associa un eccesso di peso, la sofferenza articolare tende ad amplificarsi. Il dolore costante, la rigidità e la fatica nel camminare riducono progressivamente la mobilità, fino a condizionare il lavoro, la vita sociale e l’autonomia personale.

In casi di artrosi grave, con importante limitazione funzionale, non responsiva ai trattamenti conservativi la protesi d’anca rappresenta una possibilità concreta per recuperare funzionalità e benessere, anche nei pazienti obesi. 

L’intervento non va considerato come un punto d’arrivo, ma come l’inizio di un percorso di recupero articolare: eliminare o ridurre drasticamente il dolore, tornare a muoversi, riprendere confidenza con il proprio corpo. 

La protesi d’anca può migliorare la vita anche nei pazienti in sovrappeso.

L’obesità: fattore di rischio ma non un limite assoluto

L’obesità incide sulla salute articolare e sul percorso peri-operatorio. L’eccesso di peso accelera l’usura della cartilagine e aumenta il carico sull’articolazione dell’anca, favorendo lo sviluppo precoce dell’artrosi. In più, durante e dopo la chirurgia, il paziente obeso presenta un rischio più elevato di complicanze cardiocircolatorie, respiratorie, infettive oltre che strettamente ortopediche.

Questo non significa che la protesi sia a priori controindicata. Significa piuttosto che serve una valutazione accurata, una preparazione adeguata e un lavoro di squadra tra ortopedico, nutrizionista, anestesista e fisioterapista. Quando il dolore limita in modo importante la vita quotidiana e le terapie conservative non bastano più, l’intervento chirurgico può rappresentare una scelta giusta ed efficace, se condotto nel modo corretto.

Quando la protesi d’anca diventa la strada migliore

La decisione di intervenire chirurgicamente nasce sempre dopo un percorso ponderato. Vengono prima eseguite terapie conservative: fisioterapia mirata, riduzione del peso corporeo, farmaci antidolorifici e antinfiammatori, infiltrazioni intra-articolari o terapie fisiche. Al fallimento di queste terapie, se il dolore resta grave ed invalidante con riduzione della funzionalità articolare, la chirurgia protesica diventa una reale opportunità di miglioramento.

Il dolore cronico non riguarda solo l’articolazione: influisce sul sonno, sul tono dell’umore e sulla capacità di muoversi in autonomia. Intervenire tempestivamente permette di recuperare funzionalità e ridurre il rischio di complicanze sistemiche legate alla sedentarietà.

L’intervento di protesi d’anca è possibile e sicuro anche nei pazienti obesi, con le giuste precauzioni.

Benefici concreti della protesi d’anca nei pazienti obesi

L’obiettivo principale è eliminare o ridurre drasticamente il dolore articolare e ripristinare la mobilità. Dopo l’intervento e una corretta fisioterapia il paziente può tornare a muoversi con naturalezza, a svolgere attività fisica moderata, a recuperare indipendenza. Il movimento torna a essere parte della vita e non una fonte di timore.

Oltre al beneficio fisico in questi pazienti la chirurgia porta un impatto psicologico positivo: sentirsi di nuovo attivi migliora l’autostima, favorisce relazioni sociali e stimola uno stile di vita più sano. L’intervento, infatti, crea le condizioni per iniziare un percorso di dimagrimento più efficace: ridurre il dolore e recuperare la capacità di muoversi significa poter gestire meglio il peso corporeo e migliorare la salute generale.

In molti casi, il miglioramento della mobilità porta a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e a un controllo più stabile della glicemia. Il risultato non è solo un’articolazione nuova, ma una vita più attiva, più equilibrata e più libera.

Un approccio multidisciplinare per la sicurezza e il recupero

La riuscita dell’intervento non dipende solo dal chirurgo, ma dal lavoro di squadra. Nel mio approccio, la preparazione comincia prima della sala operatoria: valutazione clinica completa, revisione delle terapie in corso, controllo delle comorbidità e supporto nutrizionale.

Un team formato da ortopedico, anestesista, internista, fisioterapista e nutrizionista lavora insieme per creare un percorso personalizzato che includa:

  • Ottimizzazione del peso corporeo, anche parziale, per ridurre i rischi anestesiologici e favorire la riabilitazione.
  • Esercizi di rinforzo muscolare pre-operatori, utili per accorciare i tempi di recupero.
  • Educazione del paziente su come affrontare il post-operatorio e riconoscere eventuali segnali di allarme.

La fase preoperatoria è il momento in cui si costruiscono i presupposti per un risultato duraturo. Un paziente che arriva preparato affronta meglio la chirurgia e recupera più rapidamente.

Dopo l’intervento: muoversi per guarire

La riabilitazione comincia già il giorno dopo l’intervento. Camminare con l’aiuto del fisioterapista, eseguire esercizi mirati e riprendere gradualmente la forza muscolare sono passaggi fondamentali per ritrovare stabilità e sicurezza. 

La fisioterapia aiuta a riattivare e potenziare la muscolatura, migliorare la coordinazione e ristabilire una corretta deambulazione. Con il tempo, il paziente torna a camminare senza ausili e, in molti casi, può riprendere anche attività sportive leggere come il nuoto o la bicicletta, sempre sotto controllo medico.

Alimentazione e stile di vita: alleati del risultato

La nutrizione equilibrata è una parte essenziale del successo a lungo termine. Dopo la protesi, l’obiettivo non è soltanto “non ingrassare”, ma fornire all’organismo i nutrienti necessari per la guarigione e per preservare la forza muscolare.

Un programma alimentare strutturato insieme a un nutrizionista, associato a una regolare attività fisica, aiuta a mantenere il peso sotto controllo e a proteggere la nuova articolazione nel tempo.

Gestire il peso è fondamentale per il successo e la durata di una protesi d’anca.

Quanto dura il beneficio?

I risultati della protesi d’anca nei pazienti obesi, in assenza di complicanze e prendendo gli opportuni provvedimenti peri-operatori, sono comparabili a quelli dei soggetti normopeso, soprattutto se viene mantenuto uno stile di vita sano e si applica una riduzione del peso. Gli studi mostrano che, dopo l’intervento, la maggior parte dei pazienti riporta una riduzione significativa del dolore e un netto miglioramento della funzionalità, con benefici che si mantengono negli anni.

Il peso corporeo resta un fattore da monitorare: il sovraccarico prolungato può influire sulla durata della protesi. Tuttavia, con un adeguato programma nutrizionistico e controlli regolari, l’impianto può garantire una lunga durata e una vita articolare soddisfacente.

La protesi d’anca nei pazienti obesi non è una soluzione miracolosa, ma una scelta terapeutica sicura, quando viene affrontata con preparazione e consapevolezza. 

Il successo dell’intervento dipende dal lavoro condiviso tra medico e paziente: chirurgia accurata e pianificata nei dettagli, riabilitazione corretta e controllata e impegno personale nel ridurre il peso. Questa combinazione consente di ottenere risultati duraturi, non solo sulla mobilità, ma sulla qualità complessiva della vita.Il mio compito, come ortopedico, è valutare il momento giusto, preparare il paziente nel modo migliore e seguirlo nel tempo. Perché una protesi d’anca eseguita nel momento giusto, ben programmata e accompagnata da un percorso multidisciplinare, può davvero restituire equilibrio e libertà, anche a chi pensava di averle perdute.

NOVITà
di ottobre

Nuovi centri ambulatoriali: