Quando si programma un intervento di artroprotesi di anca o di ginocchio è naturale concentrarsi sulla chirurgia, sul percorso riabilitativo e sui risultati che si potranno ottenere dopo l’operazione. Esiste tuttavia un aspetto spesso sottovalutato, ma che può influenzare in modo significativo il recupero e la sicurezza dell’intervento: il fumo di sigaretta.
Molti pazienti non sanno che fumare può realmente incidere sull’esito di un impianto di protesi d’anca o ginocchio. Oggi disponiamo di numerose evidenze scientifiche che dimostrano come il fumo aumenti il rischio di complicanze intra e postoperatorie, in particolare infezioni, problemi di guarigione della ferita chirurgica con anche necessità di interventi di revisione.
La buona notizia è che si tratta di un fattore di rischio modificabile. Questo significa che intervenire prima dell’operazione può contribuire concretamente a ridurre i rischi e a favorire un recupero più sicuro.
Perché il fumo può creare problemi dopo una protesi?
Per comprendere il motivo per cui il fumo rappresenti un problema per la chirurgia, è utile partire da ciò che accade nei tessuti durante la guarigione.
Dopo l’intervento, l’organismo deve attivare una serie di processi complessi per riparare la ferita chirurgica, integrare correttamente la protesi nell’osso e difendersi da eventuali infezioni. Affinché tutto questo avvenga nel modo migliore è indispensabile che i tessuti ricevano una quantità adeguata di ossigeno, cellule e nutrienti attraverso il sangue. Le sostanze contenute nel fumo, tuttavia, interferiscono con questi meccanismi.
La nicotina provoca una riduzione del flusso sanguigno attraverso la vasocostrizione, mentre il monossido di carbonio prodotto durante la combustione del tabacco si lega all’emoglobina, ostacolando il trasporto di ossigeno ai tessuti. Il risultato è che, a causa del fumo, i tessuti ricevono meno ossigeno e cellule essenziali per la guarigione proprio nel momento di maggior bisogno.
Gli effetti biologici del fumo di sigaretta si possono tradurre in:
- Maggiore difficoltà nella guarigione della ferita
- Aumentato rischio di infezioni
- Aumentato rischio di interventi di revisione
- Mancata osteointegrazione
- Percorso di recupero più lento e complicato
Infezione della protesi: cosa dicono gli studi?
Una delle complicanze più temute dopo un intervento di chirurgia protesica è l’infezione. Questa complicanza assume un’importanza ancora maggiore perché contrastare un’infezione che coinvolga direttamente la protesi risulta complesso.
L’infezione è un evento relativamente raro, ma è molto impegnativo da gestire: può infatti richiedere ulteriori interventi chirurgici, lunghi trattamenti antibiotici, percorsi riabilitativi più complessi e, di conseguenza, tradursi in una qualità di vita significativamente ridotta.
Le ricerche più autorevoli hanno confrontato migliaia di pazienti sottoposti a protesi di anca e di ginocchio evidenziando differenze molto chiare tra fumatori e non fumatori: nel complesso, chi fuma presenta un aumentato rischio di sviluppare un’infezione periprotesica rispetto a chi non fuma.
Inoltre, il rischio associato al fumo è particolarmente evidente nei primi mesi successivi alla chirurgia, proprio in questa fase cruciale in cui l’organismo deve completare la guarigione dei tessuti e proteggere la nuova articolazione da possibili infezioni.
Alcuni studi hanno infatti osservato che i fumatori hanno una probabilità più elevata di essere sottoposti a nuovi interventi a causa di un’infezione già entro i primi 90 giorni dall’operazione.
Questo non significa che ogni paziente fumatore svilupperà necessariamente un problema dopo l’intervento, ma indica che il rischio aumenta statisticamente in modo rilevante e che vale quindi la pena fare tutto il possibile per ridurlo.
Per questo motivo, durante la fase di preparazione all’intervento dedico grande attenzione a tutti i fattori che possono aumentare il rischio infettivo e il fumo è senza dubbio uno di quelli su cui possiamo agire in modo concreto.
Fumo e revisione della protesi
Quando una protesi non si integra o insorgono complicanze importanti, come un’infezione, può essere necessario eseguire un intervento di revisione. Ancora una volta, diversi studi hanno evidenziato un aumento del rischio di revisione nei pazienti fumatori rispetto ai non fumatori: in alcuni casi questo incremento è legato direttamente alle infezioni, mentre in altri è riconducibile a un insieme di complicanze che compromettono il buon esito dell’impianto.
È fondamentale ricordare che l’intervento di revisione su infezione è generalmente più complesso rispetto all’intervento primario e richiede un percorso chirurgico e riabilitativo più impegnativo perché può prevedere, nei casi più gravi, la rimozione della protesi, il trattamento dell’infezione con antibiotici e, successivamente, il posizionamento di un nuovo impianto.

Fumatori ed ex fumatori: c’è differenza?
La risposta è sì.
Le evidenze scientifiche dimostrano che il rischio maggiore di infezione e complicanze riguarda i pazienti che continuano a fumare fino all’intervento, mentre chi smette di fumare presenta generalmente risultati migliori.
Il rischio, tuttavia, non scompare completamente da un giorno all’altro, ma tende a diminuire in modo significativo quando si interrompe il consumo di sigarette prima dell’operazione.
Questo è uno dei motivi per cui la cessazione del fumo rappresenta un pilastro fondamentale dell’ottimizzazione preoperatoria: sospenderne l’utilizzo prima e dopo l’intervento contribuisce a creare le condizioni ideali affinché la protesi possa integrarsi e funzionare bene nel tempo, riducendo il rischio di complicanze e favorendo un recupero il più semplice e sereno possibile.
Le sigarette elettroniche sono più sicure?
Una domanda sempre più frequente riguarda le sigarette elettroniche, il vaping e gli altri prodotti contenenti nicotina che non prevedono la combustione del tabacco. Molte persone li considerano un’alternativa meno dannosa rispetto alle sigarette tradizionali e, di conseguenza, ritengono che non rappresentino un problema in vista della chirurgia.
Le evidenze scientifiche più recenti invitano però alla prudenza. Sebbene la ricerca in questo specifico ambito sia ancora più limitata rispetto a quella sul fumo tradizionale, i dati disponibili suggeriscono che anche questi prodotti possano influenzare negativamente il recupero dopo un intervento di protesi di anca o di ginocchio.
In particolare, alcuni studi condotti su pazienti sottoposti a chirurgia protesica d’anca hanno evidenziato un aumento delle complicanze nei soggetti che utilizzano prodotti a base di nicotina, incluse le sigarette elettroniche. È stato infatti osservato un rischio più elevato di infezione periprotesica, di revisione chirurgica e di altre complicanze nei primi anni successivi all’intervento.
Anche quando la nicotina viene assunta senza il tabacco, infatti, continua ad agire sui meccanismi biologici che regolano la guarigione: riduce l’apporto di sangue ai tessuti, interferisce con i processi di riparazione e influenza negativamente l’osteointegrazione, ossia la capacità dell’osso di integrarsi correttamente con l’impianto protesico.
In sintesi, la direzione dei dati disponibili e le conoscenze sui meccanismi d’azione della nicotina suggeriscono un approccio improntato alla massima prudenza.
Per questo motivo, durante la preparazione a un intervento di chirurgia protesica, consiglio di considerare le sigarette elettroniche, il vaping e gli altri prodotti analoghi alla stregua del fumo tradizionale, raccomandandone la sospensione.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche disponibili mostrano in modo sempre più chiaro come il fumo aumenti il rischio di complicanze durante e dopo un intervento di protesi di anca o di ginocchio, in particolare infezioni, complicanze sistemiche, problemi di guarigione della ferita chirurgica con anche la necessità di interventi di revisione. Smettere di fumare rappresenta quindi un vero e proprio investimento per la buona riuscita della chirurgia e per la propria salute in generale.
Quando accompagno un paziente verso un intervento, l’obiettivo primario è creare le condizioni migliori affinché l’intero percorso abbia successo: comprendere i rischi, prepararsi nel modo corretto e arrivare al giorno dell’operazione nelle migliori condizioni possibili è il primo passo per affrontare questo cammino con maggiore serenità e consapevolezza.


